Premessa: scrivo questa recensione per i timorosi, lenti e poco allenati come me, cercando di metterci tutte le informazioni e gli accorgimenti che mi hanno permesso di affrontare in serenità questa escursione. Se perciò siete degli spavaldi tipi da montagna, accontentatevi di sapere che il dislivello dal campo base alla cima è di circa 600 metri e dalla cima al cratere di 100 m. Il CAI lo segnalerebbe come un sentiero di tipo E. Ricordatevi di indossare una giacca antivento, di portare una torcia e magari anche di affittare una maschera antigas (in alcuni tour è compresa nel prezzo, ma le affittano anche negli alberghi o direttamente sul posto). Tutto il resto della recensione potete saltarlo. Per chi invece si sta chiedendo se sarà in grado o meno di affrontare la salita, ecco il mio racconto. Dopo aver letto decine di blog e recensioni di parere opposto (tra chi la raccontava come un impresa epica e chi come una passeggiata domenicale), ho affrontato questa avventura in notturna con un po' di paura in quanto sono piuttosto lenta in montagna e temevo che non ce l'avrei fatta a fare tutto il percorso in tempo per l alba. Per questo motivo, ho chiesto all organizzatore del tour, se fosse possibile partire un ora prima, ma mi è stato risposto che l ingresso al parco naturale è consentito solo dall una e mezza in poi e che perciò sarebbe stato inutile presentarsi con un ora di anticipo. Ho optato allora per aggregarmi ad un tour sharing, ma chiedendo una guida privata. Mi è costato veramente poco di più, ma mi è stato di grande aiuto: Alì, col suo inglese stentato, mi ha seguito passo passo, aiutandomi a prendere il ritmo più adatto, scegliendo i passaggi più facili per la discesa al cratere, indicandoci i posti migliori dove fare foto, distraendomi dalla fatica coi suoi racconti sul lavoro dei trasportatori di zolfo e offrendomi la mano quando mi vedeva in difficoltà. (NB: all arrivo viene assegnata una guida ad ogni gruppo, ma ho visto che molte persone più lente o più veloci del loro gruppo andavano tranquillamente per i fatti loro: la strada comunque è una ed è impossibile sbagliare). La salita è ripida e faticosa ma è liscia e senza intoppi perciò non è impossibile (in discesa però, quando si ritorna, c è da fare attenzione perchè è ricoperta di polvere scivolosa e più d una persona è finita per terra). Anche se ho visto gente che saliva in ciabattine o scarpe di tela, consiglio caldamente scarpe robuste e con suola antiscivolo (gli scarponcini da trekking sono l ideale). Io ci ho impiegato un'ora e mezza abbondante (ma considerate che sono davvero molto più lenta della "media nazionale"). Per chi proprio non ce la fa, c'è la possibilità di arrivare in cima con un "taxi", ovvero con dei carrellini trainati da tre portatori (non ho idea di quanto costi, ma se anche costasse un milione di rupie, vista la fatica che fanno i portatori per trainare i carrellini, se le meriterebbero tutte). Lungo la strada ci sono aree di sosta (alcune anche con bagni e panchine) e a circa un ora dalla partenza c è un piccolo chiosco ristoro; ad ogni area di sosta e anche lungo il percorso, troverete questi taxisti che vi proporranno il loro servizio. Vicini alla cima si cominciano a sentire i fumi dello zolfo e ci vuole un panno per coprirsi naso e bocca perché l odore è davvero fastidioso. Poi si comincia a scendere nel cratere e a questo punto io sono passata alla maschera antigas perché i fumi dello zolfo sono diventati per me irrespirabili (ma ho visto gente che continuava il cammino con una semplice sciarpa sul viso). La maschera antigas (dentro la quale non si respira benissimo), la torcia e il mio ginocchio claudicante mi hanno resa ancora meno agile, ma in questo tratto di discesa tutti procedono molto lentamente perché il sentiero diventa molto ripido e roccioso e, anche se non ci sono particolari pericoli, bisogna fare attenzione. Arrivati in fondo al cratere si possono vedere le fiamme blu la cui luminosità e grandezza dipende da come si è svegliato quel giorno il vulcano, dalle condizioni meteo e dall orario (alle 5 comincia ad albeggiare e con la luce le fiamme non si vedono più). Sono spettacolari, ma non aspettatevi fiumi di lava blu. Ogni tanto il lago acido, invisibile eppure davanti a voi, lancia nuvole di gas e gli occhi cominciano a lacrimare. Meglio ascoltare il consiglio delle guide e non rimanere più di mezz ora nel cratere. Poi si risale e quella che prima era la ripida discesa rocciosa, diventa una faticosissima salita, ma, man mano che si conquista il cielo, diminuiscono i fumi di zolfo e si può almeno togliere la maschera antigas e tornare a respirare. Per risalire, al mio lento passo, ci vuole almeno un ora, compresa qualche sosta per osservare i portatori di zolfo e provare a trasportare il loro carico. Se volete fare la foto con loro, vi chiederanno un offerta. La nostra guida ci aveva suggerito di dargli tra le due e le cinquemila rupie, ma noi gliene abbiamo date diecimila che è comunque meno di un euro. Una volta fuori dal cratere, si procede in quota per cinque/dieci minuti fino ad arrivare al punto panoramico per vedere l alba sui monti e sul lago acido, che ora sarà diventato visibile. Infine si ritorna al campo base. I vestiti puzzeranno come se vi foste rotolati nello zolfo: dovrete lavarli più volte per mandare via completamente l odore. Noi ci siamo andati un lunedì di settembre e gli escursionisti erano davvero molti, ma non sufficienti da affollare il sentiero. Pare però che nei weekend e in alta stagione, ci siano dei rallentamenti forzati per via della folla. Un ultima informazione: abbiamo preso qualche piccolo frammento di zolfo come souvenir, ma temevamo che non ce lo avrebbero lasciato portare in aereo. La nostra guida sosteneva che non ci sarebbero stati problemi, ma alcune recensioni dicevano il contrario. Ho messo i frammenti nel bagaglio a mano: ci hanno lasciati passare tranquillamente. Questo è quanto. L esperienza è stata fantastica ed emozionante. Come dicevo le fiamme blu non sono il fiume di lava che molti si aspettano o che mostrano alcuni depliant (o almeno non quando ci siamo stati noi), ma è comunque uno spettacolo affascinante e potente. La via lattea che ti osserva dall alto mentre cammini è qualcosa di incredibile. Voltarsi indietro e vedere le decine di lucine delle torce di chi sta facendo il cammino con te è uno spettacolo. E spettacolare è l energia e la potenza di un vulcano che respira e l indescrivibile sensazione che si prova sapendo di esserci dentro. Indimenticabile! Vale davvero tutta la fatica fatta. Lasciate perdere i timori, organizzatevi al meglio e cercate di fare di tutto per non perdere questa occasione!
Kawah Ijen
Banyuwangi
TripAdvisor
20-10-2019